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Tavolo Rolino:

Tavolo ottagonale a vela di origine rolese (RE). Tale modello fu commercializzato in Europa tra il 1850 e il 1945 circa.

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Caratteristiche  del Tavolo

  • Dimensioni: 76 x 80 x 80 cm.
  • Realizzato con la tecnica dell’intarsio geometrico a  tessere lignee policrome su assito in pioppo.
  • Finitura naturale a gommalacca.
  • Tecnica costruttiva del gambo: tornitura a balaustro ricavato da un unico pezzo di noce con filettatura esterna per l’unione alla piastra del piano.
  • Assemblato con incastri a coda di rondine e  unioni avvitate.

Importo € 3’850,00 (esente iva – art. 67 del D.P.R. n. 917/1986 – )

Scheda tecnica

Descrizione: Tavolo ottagonale a vela di origine rolese (RE), modello commercializzato in Europa tra 1850 e il 1945.

Elementi decorativi: Intarsio geometrico con tessere lignee policrome su assito in pioppo.

Materiali impiegati: Radica di noce ferrarese, noce, amaranto, acero, pioppo.

Tecnica costruttiva del piano: Unione a filo dell’assito con fascia a tre ricorsi lignei sfalsati, traverse commesse alla fascia mediante coda di rondine ridotta e piastra centrale girevole su perni lignei con filettatura interna.

Tecnica costruttiva del gambo: Tornitura a balaustro ricavata da un unico pezzo in noce con filettatura esterna per l’unione alla piastra del piano, calettatura a coda di rondine per l’unione ai piedi a ricciolo rovesciato con filetti e motivi policromi.

Verniciatura: gommalacca.

Riproduzione certificata: Museo della Tarsia di Rolo, anno di realizzazione 2017, certificazione n. 24

Misure: cm 76 x 80 x 80.

Numero di catalogazione:  Tavolo N.1 “Nodo Gordiano”

Dimensioni 

Altezza 760 mm

Larghezza 800 mm

Profondità 800 mm

Tavolo rolino spaccato

La produzione dell’Ottocento

L’esperienza maturata in Rolo nel periodo neoclassico, oltre a consolidare l’attività di ebanisteria già esistente, ha contribuito con l’acquisizione di ulteriori conoscenze tecniche e nuove aree di mercato a gettare le basi della successiva produzione, che riguarderà quasi esclusivamente i tavoli intarsiati[1]. A partire dalla metà del secolo scorso, infatti, il nome di Rolo sarà sempre più legato a questo tipo di specializzazione fino a diventare quasi sinonimo, tanto che nel linguaggio convenzionale tali arredi spesso sono indicati con il termine generico di rolini.

La scelta ovviamente non fu casuale, ma ancora una volta dettata da una serie di fattori contingenti, primo fra tutti il ruolo significativo che questo tipo di mobile aveva assunto nell’arredo delle case signorili del tempo, con la conseguente richiesta di modelli di ogni genere: da lavoro, da gioco, da centro, da toilette ecc.

Altri elementi importanti  che favorirono il successo di tale scelta sono da ricercare sia nella particolare tecnica adottata per la decorazione a mosaico che, partendo da un intarsio tagliato, permetteva di realizzare infiniti motivi geometrici in poco tempo e con costi contenuti, sia nella struttura smontabile dei tavoli che facilitava l’imballaggio e la successiva spedizione verso mercati spesso internazionali.

Per la costruzione di questi tavoli si procedeva iniziando dalle varie misure in relazione alla forma, che poteva essere quadrata, rettangolare, ovale, rotonda, lobata e poligonale. Le dimensioni tipiche dei tavoli quadrati, quasi sempre da gioco con al centro la caratteristica dama, variavano da 50 a 60 cm per lato; i rettangolari o tavole prussiane, così definite dalla nazione dove erano maggiormente apprezzate e richieste, presentavano di solito un unico formato di 62 cm per 42 cm e potevano essere decorati con la scacchiera o disegni diversi. A questi modelli, per consuetudine, andavano anche annessi due sgabelli intarsiati.

I tavoli rotondi naturalmente offrivano una gamma più vasta di dimensioni. Si partiva da un diametro di 50 cm per arrivare fino a 130 cm, con la possibilità di varianti se richieste dalla committenza. Tra i motivi ricorrenti degli intarsi geometrici o figurativi, i più comuni erano: la stella, i carri dei pianeti, San Giorgio nell’atto di trafiggere il drago con la lancia, personaggi storici, scene di costume, uccellini, fiori e ancora elementi triangolari tipici (denti) disposti a raggiera o in senso lineare che si alternavano nei due colori, bordature a bande oblique o verticali, trecce stilizzate ecc.

Le tecniche impiegate per ottenere questo tipo di decorazione sono quelle ad incastro e della tarsia geometrica, diversamente dal periodo neoclassico caratterizzato soprattutto dalla tecnica a buio.

Gianni Truzzi

[1]Modelli e strutture di tavoli sono ampiamente descritti in L. Grassi, M. Pepe, G. Sestieri, Dizionario di antiquariato, Milano, 1992, pp. 1086-1090 e in A. Donati, Dizionario di antiquariato, Milano, 1993, pp. 259-262 (con illustrazioni).

Domande frequenti

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I manufatti culturali sono Opere  che incorporano in sé le tradizioni della comunità che li ha pensati, prodotti e commercializzati.

Espressioni Artistiche  che si configurano come un contributo alla valorizzazione della cultura  sia materiale che  immateriale, nel rispetto dei criteri costruttivi del luogo di origine e della propria funzione d’uso.

Documenti  che rievocano e valorizzano con ricerche sul campo e d’archivio   i  manufatti presenti sul territorio; beni culturali che inglobano e rendono visibili i valori della propria collettività.

Le opere sono eseguite nel luogo che rievoca la produzione degli oggetti tradizionali, nella storica bottega, con l’utilizzo  degli utensili coevi, l’applicazione delle tecniche in uso, l’utilizzo delle risorse locali e dalla dimensione temporale che caratterizzava la realizzazione dei manufatti dell’epoca.

Gli oggetti sono interamente eseguiti a mano e caratterizzano l’esclusività della creazione grazie al processo di lavorazione che si avvale di utensili e forza muscolare; fattore che limita a pochi esemplari la produzione artigianale. Ogni singolo modello si accompagna di certificazione e pubblicazione dei dati relativi alla ricerca svolta sul terreno, negli archivi, attraverso la consultazione bibliografica, lo studio dei materiali, degli utensili, delle tecniche, delle risorse locali, dei luoghi sociali

xilo43 garantisce che le opere sono riproduzioni fedeli di beni della tradizione popolare quanto realizzazioni artistiche che si collocano in continuità temporale, ereditando i saperi del contesto di origine e i gesti tecnici che accompagnano il processo di lavorazione. Ogni oggetto è espressione di un percorso di ricerca nelle pratiche  locali del tempo,  documentato dalla pubblicazione del lavoro svolto su riviste specializzate.

Ulteriore certificazione è rilasciata dal Direttore del Museo etnografico di riferimento del bene culturale laddove presente, che ne attesta l’esecuzione nel pieno rispetto dei criteri esecutivi e dei caratteri decorativi tipici della tradizione. In calce alla certificazione è riportata l’etichetta applicata al retro del manufatto con i dati indicativi degli artefici, l’anno di produzione e l’apposta timbratura: Manufatto Culturale.

risorse locali, dei luoghi sociali

Potete realizzare l’ordine direttamente sulla nostra web,  via mail o per mezzo postale. Vi ricordiamo che i manufatti sono realizzati con gli utensili del periodo di produzione del bene e pertanto, se non disponibili fra le creazioni degli anni precedenti, richiedono tempi che saranno compiutamente indicati al cliente.

Se il prodotto di interesse è disponibile potrà essere spedito o consegnato personalmente laddove possibile, nell’arco dei 14 giorni lavorativi. Diversamente, l’ordinazione di un manufatto richiede a seconda della tipologia da 30 a 180 giorni e la sequenza di lavorazione sarà frequentemente documentata al cliente mediante immagini, spiegazioni tecniche e materiali utilizzati.

Il trasporto è incluso nel prezzo sul territorio italiano e prevede una struttura accurata per la protezione del prodotto. Verso le spedizioni fuori dal territorio nazionale ai costi del medesimo verranno aggiunti quelli di spedizione. Se il cliente ha preferenze ad utilizzare mezzi di trasporto dal medesimo accreditati potrà farne comunicazione a xilo43.

I prodotti di xilo43 non necessitano di cure particolari, richiedono soltanto di essere conservati in ambienti caratterizzati da parametri termoigrometrici adatti (T 19-24 °C., U.R. 50-60%, illuminamento 50 lx). Si consiglia il monitoraggio periodico per individuare precocemente eventuali segni di  infestazioni biodeteriogene.

Per una corretta manutenzione e collocazione si consiglia di non esporre l’opera a fonti di luce solare diretta, a fonti di calore e di posizionarla lontano dai fumi di cucine, camini, candele, stufe utilizzando impianti di illuminazione a norma di legge. Si dovrà inoltre evitare di esporre l’opera a variazioni termoigrometriche eventualmente collocandola in una parete che non risenta di grandi sbalzi di temperatura.

Per quanto riguarda la periodica pulizia delle superfici lignee o pittoriche si consiglia periodicamente di spolverarle con mezzzi non abrasivi utilizzando un piumino naturale per la rimozione delle polveri domestiche.

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