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Interno laboratorio xilo43

L’identità in un oggetto

La collezione di xilo43 nasce dallo studio e dalla ricerca di oggetti della tradizione popolare. Testimonianze che hanno contraddistinto la produzione artigianale e artistica in un determinato contesto sociale. Al valore culturale, espressione della sua civiltà e alla loro specificità d’uso, viene rivitalizzata la componente immateriale: il gesto tecnico che qualifica la concreta lavorazione del prodotto artigianale.

Alla riproduzione fedele si affianca una linea creativa che si colloca in continuità temporale, ereditando le tradizioni del contesto di origine e i gesti tecnici che accompagnano i processi di lavorazione. Un adattamento alle nuove tendenze di gusto e ai nuovi contesti d’uso, conservando l’eredità e la propria storicità.

Le opere sono interamente eseguite a mano e caratterizzano l’esclusività della creazione grazie al processo di lavorazione che si avvale di utensili e forza muscolare; fattore che limita a pochi esemplari la produzione artigianale. Ogni singolo modello si accompagna di certificazione e pubblicazione dei dati relativi alla ricerca svolta sul terreno, negli archivi, attraverso la consultazione bibliografica, lo studio dei materiali, degli utensili, delle tecniche, delle risorse locali, dei luoghi sociali.

Struttura della pianta

Rappresentazione grafica di sezioni lignee

Caratteristiche anatomiche del legno. Particolare dei tessuti legnosi in sezione trasversale. Disegno eseguito da Park Nam Seok.

Impagliatrice

L’impagliatura del telaio

Impagliatrice intenta a foderare l’erba palustre con paglia sbiancata in vapori di zolfo. Archivio Centro Etnologico Canavesano.

L’artigianato di ricerca

La produzione  della seconda metà dell’Ottocento avvia sotto l’influenza dell’ecclettismo la tendenza ad accogliere e conciliare consapevolmente esperienze figurative di origine diverse, fra propensioni e gusti che incontrano nel mercato locale segnali confortanti per una rinnovata tradizione artigianale.

Tale fenomeno è influenzato in Italia dalla messa in comune di esperienze convergenti di figure professionali che intorno al luogo della dimora definiscono i criteri dell’arredare.

È in tale contesto caratterizzato  da una pluralità di contingenze socio-economiche che la realizzazione artigianale dei manufatti  “minori” prende forma nel XIX secolo per declinare successivamente con l’avvento dell’industrializzazione.

La ricerca etnografica ripercorre con xilo43 l’itinerario dell’originaria produzione, elaborando il concetto di Manufatto Culturale: un oggetto che incorpora in sé le tradizioni della comunità che lo ha pensato, prodotto e commercializzato. 

L’ordine e la richiesta di una nuova e personalizzata realizzazione è resa possibile contattando xilo43, sia per l’esecuzione dei manufatti che per i tempi programmati di consegna . Ogni oggetto è interamente eseguito a mano e tracciabile mediante l’invio della documentazione che attesta le fasi di creazione alla committenza.

 

Rolino: nodo gordiano

Tavolo ottagonale a vela di origine rolese (RE). Tale modello fu commercializzato in Europa tra il 1850 e il 1945 circa. Riproduzione certificata dal Museo della Tarsia di Rolo (RE).

Nel retro del piano è riposta la busta contenente le tessere lignee policrome utilizzate durante la fase di lavorazione del tavolo intarsiato, identificative delle specie legnose utilizzate.

La certificazione:

Tavolo contraddistinto dal n. 24 apposto ad inchiostro sul retro del piano, dal n. 25 anch’esso apposto ad inchiostro sulla piastra e impresso mediante punzone sul gambo intarsiato e dai numeri 26, 27 e 28 impressi con punzoni sui tre piedi a ricciolo intarsiati.

Applicata al retro del piano l’etichetta (13×9 cm) con riferimento al n. 24 del tavolo, agli artefici e all’anno di produzione.

Sedia: tipo carabiniere

Sedia tipo carabiniere di origine azegliese. Tale modello fu commercializzato nel Nord Italia tra il 1838 e il 1939 circa. Riproduzione certificata dalla ricerca svolta nel comune di Azeglio (TO).

Il manufatto fedele al modello originale, presenta la variante di due specie legnose autoctone in contrasto cromatico. L’impagliatura con lesca (erba palustre) e segale (paglia zolfata) presenta il motivo a losanghe caratteristico della tradizione azegliese.

La certificazione:

Sedia contraddistinta dal n. 1 impresso anteriormente mediante punzonatura sul telaio dell’impagliatura e sulle traverse laterali della sedia. In alcuni manufatti e possibile scorgere la punzonatura di una lettera alfabetica relativa al nome dell’artefice.

Internamente alla traversa anteriore della sedia è applicata l’etichetta (8,5×4 cm) con riferimento al n. 1 della sedia, agli artefici e all’anno di produzione.

Rolino: stella a sedici punte

Tavolo ottagonale a vela di origine rolese. Tale modello fu commercializzato in Europa tra il 1850 e il 1945 circa. Riproduzione certificata dal Museo della Tarsia di Rolo (RE).

Nel retro del piano è riposta la busta contenente le tessere lignee policrome utilizzate durante la fase di lavorazione del tavolo intarsiato, identificative le specie legnose utilizzate.

La certificazione:

Tavolo contraddistinto dal n. 25 apposto ad inchiostro sul retro del piano, dal n. 26 anch’esso apposto ad inchiostro sulla piastra e impresso mediante punzone sul gambo intarsiato e dai numeri 27, 28 e 29 impressi con punzoni sui tre piedi a ricciolo rovesciato intarsiati.

Applicata al retro del piano l’etichetta (13×9 cm) con riferimento al n. 25 del tavolo, agli artefici e all’anno di produzione.

 

Rolino: Fiore di melograno

Tavolo circolare a vela di origine rolese decorato sul piano con lastronature  di noce fiammata disposte a raggiera, minute filettature a mosaico e, nel medaglione centrale, intarsi che raffigurano un uccellino, dei melograni e altri elementi naturalistici. Tale modello rileva criteri tecnici e stilistici della produzione che si colloca tra la prima e la seconda metà dell’Ottocento. Riproduzione certificata dal Museo della Tarsia di Rolo (RE).

Nel retro del piano è riposta la busta contenente le tessere lignee policrome, utilizzate durante la fase di lavorazione del tavolo intarsiato,  identificative le specie legnose utilizzate.

La certificazione:

Tavolo contraddistinto dal n. 26 apposto ad inchiostro sul retro del piano, dal n. 27  apposto sempre ad inchiostro sulla piastra e impresso mediante punzone sul gambo intarsiato, nonché e dai numeri 28, 29, 30 e 31 impressi anch’essi con punzoni sui quattro piedi a ricciolo rovesciato e intarsiati.

Applicata al retro del piano l’etichetta (13×9 cm) con riferimento al n. 26 del tavolo, agli artefici e all’anno di produzione.

Sedia: nodo d’amore

Sedia denominata nel vernacolo locale  cul dél Grup di origine azegliese. Tale modello fu commercializzato nel Nord Italia tra il 1930 e il 1965 circa. Riproduzione certificata dalla ricerca svolta nel comune di Azeglio (TO)

Il manufatto fedele al modello originale, presenta la variante di due specie legnose autoctone in contrasto cromatico (noce,  frassino). L’impagliatura, eseguita su sedile amovibile  con erba palustre, presenta il motivo caratteristico a busta della tradizione azegliese.

La certificazione:

Sedia contraddistinta dal n. 2 impresso anteriormente mediante punzonatura sul telaio dell’impagliatura e sulle traverse laterali interne della sedia. In alcuni manufatti è possibile scorgere la punzonatura di una lettera alfabetica relativa al nome dell’artefice.

Internamente alla traversa anteriore della sedia è applicata un’etichetta (8,5×4 cm) con riferimento al n. 2 della sedia, agli artefici e all’anno di produzione.

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